I pixel microscopici sono la rivoluzione del mondo degli LCD
Lo sapevate,
tutti gli schermi LCD in circolazione non usano più del 5-10% della luce emessa e dunque dell’energia consumata. Direi che è un bello spreco tutto ciò,
Microsoft ha affidato all’università di Washington uno studio relativo ai pixel telescopici che sta portando degli ottimi risultati. Con questa tecnologia ogni pixel verrà associato a due specchi.
Quando il pixel è spento lo specchio frontale blocca il passaggio del fascio di luce. Quando lo specchio riceve un impulso invece si deforma riflettendo il raggio allo specchio che ha di fronte. Questo a sua volta rimanda il raggio allo specchio che passerà per il forellino centrale di cui è dotato. Il fascio andrà così a sbattere sul display illuminandolo.
Questo fa si che di tutta la luce usata oltre il 36% venga effettivamente utilizzata e si potrebbe arrivare anche a oltre il 50%. Immaginate in un portatile che consuma circa il 30% dell’energia a causa dello schermo LCD; la sua durata media potrebbe aumentare del 25%.
Dovete sapere che ogni pixel degli LCD è composto a sua volta da 3 sottopixel ognuno di colore differente. La loro combinazione ad intensità diverse permette di ottenere qualsiasi colore. Ognuno di questi sottopixel è controllato da un transistor indipendente. I pixel telescopici potrebbero essere sovrapposti o addirittura controllati da un singolo controller. Ciò a vantaggi di consumi e tempi e costi di produzione.
Oltre al minor consumo di energia possiamo ottenere una velocità di risposta dei pixel mai ottenuta prima. I tempi di risposta sono dell’ordine degli 0,625 ms contro i 2ms raggiunti dagli LCD di ultima generazione. Il processo produttivo è molto economico, ancora di più rispetto agli ormai “vecchi” LCD.
L’unico difetto ancora da correggere è il basso rapporto di contrasto (20:1) dei display, ma può essere sicuramente aumentato fino a 800:1, raggiungendo lo stesso livello degli LCD. In questo link continua la sezione tecnica sui pixel telescopici
I monitor del futuro saranno dunque più veloci, più economici e meno “spreconi” di energia di quelli attuali.









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