Il settore vitivinicolo ha registrato un aumento del fatturato in export del 60% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, in netta controtendenza rispetto ai dati economici generali. 1,3 miliardi di euro è il valore totale delle nostre esportazioni previsto per l’anno in corso, l’equivalente di 320 milioni di bottiglie. E’ quanto emerge dalle analisi effettuate dall’Ones (Osservatorio nazionale economico spumanti) secondo i dati attuali. Quanto rilevato dall’Osservatorio è stato anticipato in queste ore dal ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali. Lo stesso ministro Zaia nel commentare il dato sostiene che esso sia “la conferma che la strada della qualità che i nostri produttori hanno intrapreso è vincente. I vini sono la migliore sintesi dei nostri territori. La varietà e la qualità delle nostre produzioni regionali sono riconosciute in tutto il mondo e sono sempre di più traino per l’export nazionale all’estero”.
Ed è questo clima di positività economica e produttiva che si inserisce il Forum sugli spumanti italiani che si terrà dal 6 all’8 settembre a Valdobbiadene in provincia di Treviso, una delle zone a più alta vocazione specialistica. Anche questo evento sarà un’opportunità di incontro per operatori e consumatori. Un contatto diretto nella patria dello spumante per rafforzare la filiera e la cultura delle nostre eccellenze vitivinicole.
Se i dati dell’export sono estremamente positivi, va detto però che i dati del mercato interno segna un certo “rilassamento” nonostante crescano le vendite direttamente nelle cantine. Si calcola che il 7% della produzione sia rivenduta direttamente dall’azienda produttrice, percentuale che sale al 15% nella zona del Prosecco di Valdobbiadene.
Il 2007 ha visto scorrere un fiume di spumante sulle tavole d’Italia (165 milioni di bottiglie), ma il consumo si rivela ancora “stagionale”, sembra infatti che ca il 72% sia stato stappato negli ultimi 25 giorni dell’anno.
A fronte di questa caratteristica, percepita come un ostacolo da superare, l’Ones sta promuovendo un’azione tesa a destagionalizzare i consumi, un po’ come accade abitualmente all’estero, dove il consumo del vino spumante è spalmato nell’arco dell’anno. Le bollicine diventano così abituali anche a pasto, come valida alternativa ai vini fermi e non solo come vino per le occasioni speciali, con una vendita concentrata a ridosso di festività e ricorrenze.
Tutto il settore vitivinicolo italiano è sempre più orientato alla qualità e all’offerta di un prodotto fortemente ancorato alla tradizione culturale e geografica, grazie a disciplinari limpidi e certificazione produttiva, il vino ha conquistato un ruolo da protagonista nel panorama mondiale. Oltre alle grandi e blasonate aziende, ci sono piccole e medie imprese che si stanno impegnando fortemente in questo settore e hanno regalato all’Italia soddifazioni e meriti in un ambito dove la concorrenza d’oltralpe è temibile.
Tra le grandi firme delle bollicine made in Italy possiamo annoverare Mionetto, la cantina più antica di Valdobbiadene. E’ dal 1887 che il capostipite inizia ad imbottigliare ed a commercializzare il vino Prosecco, nei territori di Feltre e nei paesi circostanti. Da allora il processo di trasformazione è ininterrotto e fa conoscere all’azienda una forte crescita sia in termini di produzione che nella penetrazione dei mercati internazionali. Infatti si espande anche all’estero, soprattutto in Europa e negli Stati Uniti, dove si costituisce la Mionetto USA Inc. In questo modo Mionetto è la prima azienda della Denominazione ad importare il Prosecco negli States e farà apprezzare i suoi vini in ben 48 paesi degli USA.
